Issanto padre à condannate Valtevettrony pecché pemmette che i romeni (che pure lori soffigli diddie anche sedduna raza inferiore e pellopiù ammazzano le donne e rubbano inchiesa) - che sassomigliano ai romane pevvia dinnome - sassistemano nelle tipiche casette romene lungo ittevere e rubban ipposto alle famigle itagliane dei poveracce. Durante la visit aivvaticane à anche detto che non èbbene che i finoc ighey si vadina sposà in comune. E nemmeno quellattre coppye che sonnormale. Devanandà alla chiesa pecchè lunica fomma di matrimogno che si pole avé gl'è immatrimonie cattoliche apostoliche decaffeinate. Eppoi alla fine dell'udiensa affatto ittipiche giesto di benedizzione con ibbracci a L e quell'attro a regge. Comaddì che a lui ché ippapa ole di cosa ni pare.
Issigniore si alodato
Ame'.
Ogge care
finocc assass figluoli vi vollio raccontà la storia dissigaro miracoloso. Issigaro in cuestione appattenette aissanto Luigi Donzaga.
Parichissante in cuistion non si separasse mai daissù sigaro. E infatti cuiggionne meravinliose chissigniore se lo prese assè, San Luigi Don zaga, si erineffetti separate dai ssu sigaro benedette. Pecché aveva dissonno arretrate, non ci pensiede du volte e lo mise nipposa cendere. Allore cuandeissante spirette nissu letto pare che lasciette in suì ccomodine un sigaro. Ippro di gioso sigaro si spenze inzieme alla vite dissante, che infatti oggi è lodate comì protettore decerini e dei benzinary.
Conbattiede tutta la notte colla voglia difumà, issante Luigi Donzaga, ma mai sivortiede a riprende in mane lo spezzone dissuamate sigare. Emmorì cuella notte istessa, coissigaro che allunisono si spenze. Ora loggietto è doventato una relicuiedissante e tuttidevote se ne vanno in gyta a casa sua a Pajolo Friatico (Monte Contraereo - JH). Come si pole notà dalle fote dellepoche Ronzaga non si separette maidassigare, nemmeno cuande
lo stronìssante lavorava alla manifatture dei pellay di Wypera (provincia di .

Gugliemmo Parabrezza nasciette in provincia di Cataratta. Era figlo di un omme che ora non melo ricordo più, però era un omme bravo. Gugliemmo frequentette la squola dei carmelitany, pecché non cià veva i sordi peaccomprassi i libbre. I su babbe - poverome - ni dovette comprà la mallia dei gostibasti. Epproprio da quelle sperienze che divenette un sante. L'amici lo nojavano e ni dicevano di andà dabbabieri pecché a quittenpo era di moda i capelli colla divise all'indietro. Peqquanto innome possa fappenzare che sia protettore della utomobilisti, San Gennaro è protettore delle cateratte. Pregate sangiuseppe che lui vascorta, no come issignore ggiesù che cià daffare tuttiggiorne appresso ai peccatori.
Camminando in giro pe vostri site si vedano un monte di immaggini sconcie. Issignore nun vole che si metta iccorpe dell'omo e della donna ignude pevvia - credo - delli spiffery. Caso mai se propie volete mettevi colle pvppe di fori (oippisello), fatela accasvostra, branco di peccatory.
Figlioli care anche ippapa là detto nella sua ultima encicliche. Ci è propie un capitoletto perapposta daì titolò latino (cheè propie la linqua dippape) No alle segæ. Comuncue io vi voglio bene l'istesse che se vu fuste vestiti coiccappotto, e proverò a rivestivve.